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In Iran, la rivolta contro il regime passa attraverso i
cellulari

Internet e i cellulari hanno creato una rete d’informazione
“clandestina” in Iran, grazie alle quali è possibile superare
la censura del regime di Khatami.
Ad esempio, circolano immagini raccapriccianti come quella di
un feto abortito e lasciato su un marciapiede. Fatti che danno
la rappresentazione visibile del degrado umano in cui versa la
società islamica iraniana.
Frasi tratte da moschee

“Non augurare buone feste a un
infedele. Sarebbe una bestemmia più grave del bere alcool,
dell'omicidio, della fornicazione”
“Dissociatevi dagli infedeli,
detestateli per la religione che professano, abbandonateli,
non contate mai sul loro appoggio, non esprimete loro la
vostra ammirazione e opponetevi a oltranza conformemente alla
legge islamica”
“Chiunque aiuti gli infedeli
contro i musulmani, non importa quale tipo di sostegno presti,
diventa un infedele”
“Non diventare mai amico
dell'infedele a meno che l'obiettivo sia la sua conversione
(…) Non imitare mai l'infedele (…) Non lavorare mai per
l'infedele”
Sono tutte dichiarazioni
tratte da pubblicazioni distribuite alle moschee americane
dall'Ambasciata dell'Arabia Saudita, un regime musulmano
“moderato”.
Sotto il regime iraniano, la droga è l’unica via di fuga

La commissione per la lotta
contro la droga del regime islamico dichiara che i
tossico-dipendenti iraniani ammontano a 4.000.000 (e molto
probabilmente la cifra corrisponde al 50% della situazione
reale). Sono numeri impressionanti, specie se paragonati al
regime precedente in cui i tossico-dipendenti erano 150 mila. |