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Lunedì, 22 Maggio 2017 22:06

Politicamente corretto grappa

  • Sottotitolo: Un vecchietto ordina un caffè corretto grappa e nel bar del linguaggio perfettamente corretto del futuro scoppia il panico, con tanto di ricorso alle forze dell'ordine...
Berlicche

La persona diversamente giovane entrò nella rivendita di sostanze a contenuto alcolico variabile entro il limite di legge, macchine per il giuoco severamente vietate ai minori nella fascia oraria 8-14 e bevande a base acquosa lievemente eccitanti.

Si avvicinò al bancone e si sedette pesantemente su uno sgabello. “Barista! Un caffè, corretto grappa!”
Tutti gli occhi nel locale si girarono verso di lui.

Il responsabile della vendita al dettaglio si chinò verso di lui. “Mi scusi, gentile avventore, lei forse intende chiedere un infuso a base acquosa contenente caffeina addizionato di bevanda DOP a tasso alcolico non inferiore ai quaranta gradi?” chiese ad alta voce.
“Eh?”
“Caffè corretto grappa“ sussurrò il barista, in maniera che solo l’anziano potesse sentire. [...]

“Eh, sì, che vita grama! Tu sei giovane, non conosci la vita! C’è questa mia nipote disgraziata…”

Gli altri avventori del locale si guardarono tra loro.

“…Che si è messa con ‘sto negher che arriva dall’Africa…”

A un cliente che stava bevendo andò di traverso, e cominciò a tossire e sputacchiare.

“Un bravo ragazzo, neh, con voglia di lavorare, che ci sono tanti disgraziati che vendono droga e peggio…”

Una coppia si alzò di scatto , gettò i soldi sul tavolino e si diresse quasi di corsa verso l’uscita.

“…ma tra che l’è negher e che è un po’ zoppo…”
“Mi scusi, mi scusi” disse rapidamente il barista guardandosi attorno “intendeva dire che proviene da paesi sottosviluppati ed è svantaggiato fisicamente, vero?”

“No, l’è proprio zoppo e negher” continuò imperterrito il vecchio “e così non trova un lavoro che è uno. Il fatto è che mia nipote è rimasta incinta, e adesso vorrebbe abortire…”
Un altro avventore lasciò il proprio tavolo e uscì di corsa.

“La prego…dica interruzione di gravidanza, almeno…”

“…Ma io dico no! I bambini sono bambini!...”
“La prego! La prego! Feto, grumo di cellule…”

“…E la mamma è sempre la mamma!”
“Genitore uno oppure due…”
“…Bisogna essere ciechi e sordi per non vederlo!...”

“Non vedenti, non udenti...la prego, la prego…”

“Va bene che non credi in Dio, in Nostro Signore, ma…”

“Ssshhh! Non si dice Non si dice!”

“…E dico io, si sposassero, che adesso si sposano pure i ricchioni!”
Altri due tavoli furono lasciati precipitosamente liberi. Il barista non tirava neanche più il fiato. “Persone omosessuali…”
“…che non c’ho niente io contro i ricchioni, avevo pure un zio che…”

“Il suo caffè!” Interruppe con voce disperata il barista. Il vecchio prese la tazzina e mandò giù il contenuto d’un colpo solo.  “Ah, buono! Quanto le devo?”

In lontananza si sentivano delle sirene. “Niente, niente, offre la casa! Ma adesso come di consueto dobbiamo serrare per il fine turno! Buona serata, è stato un piacere!”
“Allora grazie, neh! Ritornerò!” ed uscì dal locale con passo lievemente malfermo.

Quando fu uscito il barista lasciò andare un lungo sospiro. Le sirene si avvicinavano. Il solo altro avventore rimasto scosse la testa. “Ma non conosceva la legge, quello? La sa cosa gli faranno? E chi era poi?”
Il barista fissava ancora la porta. “Non lo so. Una persona non politicamente modificata, forse. Uno genuino” aggiunse, portandosi poi la mano alla bocca come qualcuno che ha detto qualcosa di imperdonabile.

 

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Letto 640 volte Ultima modifica il Mercoledì, 14 Giugno 2017 22:40

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