E’ di qualche giorno fa la notizia che la Segreteria di Stato Vaticana ha voluto fare chiarezza riguardo le dichiarazioni (manipolate) del papa sulle unioni tra persone dello stesso sesso.

Ma, in ogni caso, bisogna riconoscerlo, il vero Regista di questo mondo (coadiuvato da abili registelli di documentari…) è riuscito a compiere uno dei suoi capolavori del male: nel giro di poche ore, infatti, ha ordito una trama in cui è stata rappresentata in mondovisione a reti unificate addirittura la liquefazione della famiglia da parte della Chiesa.

Pare di intravederlo, il ghigno soddisfatto del Nemico: in un colpo solo ha stracciato su tutte le prime pagine del mondo la concezione bimillenaria della Chiesa sull’amore umano, ha avvelenato e diviso come non mai il mondo cattolico (soprattutto quello pro-vita-e-famiglia) e, infine, è riuscito a compiere tutto ciò nella totale non-chiarezza, nella confusione generale su come e perché tutto questo sia successo (e questo fumo impenetrabile è la sua inconfondibile firma su tutta la vicenda).

Proviamo, quindi, ora che il calor bianco delle polemiche si è un po’ raffreddato, a diradare un po’ questo fumo, in particolare rispondendo alla domanda decisiva su tutta la questione e che pure è sfuggita ai più: perché tutta questa gigantesca e concorde volontà mondiale di “convertire” la Chiesa e piegarla a rinunciare all’unicità della famiglia?

LA VERA POSTA IN GIOCO: LA DEFINIZIONE DELL’UMANO

Cioè, se veramente un Occulto Regista Malvagio (per i razionalisti scettici in ascolto, fate almeno l’ipotesi che esista: aiuta molto a capire la profondità di quel che accade) ha diretto questo straordinario evento che improvvisamente ha coinvolto all’unisono il mondo intero, per quale scopo in fin dei conti lo ha fatto?

Per capirlo, dobbiamo partire dal punto focale di tutta la questione: la famiglia. E che cos’è, nella sua essenza ultima, la famiglia? Il luogo da cui scaturisce l’uomo.

Dunque, la posta in gioco è questa: il potere sull’origine dell’essere umano e quindi su ciò che definisce davvero “chi è l’uomo”.

La Chiesa afferma che all’origine carnale dell’uomo c’è quella verità che è il dono più grande che ognuno riceve con il suo venire al mondo, più importante delle sue braccia, delle sue gambe, anche dei suoi occhi, più decisivo per la sua esistenza di tutto quello che originariamente gli è dato: avere un padre e una madre. Nell’inizio di ogni uomo non c’è verità più grande e importante di questa. L’inizio della vita e della libertà di ciascuno è possibile in virtù di questa duplice presenza: l’amore della madre che apre alla vita e la presenza liberante del padre.

L’uomo è, quindi, secondo questa concezione, fin dall’origine rapporto con un mistero d’amore che lo supera e lo chiama alla vera libertà.

L’Avversario della Chiesa – insieme, ad occhio e croce, alla quasi totalità dei potenti di questa terra – vuole cancellare questa verità. Ovviamente, non si propone di “cancellare il padre e la madre”, ma appunto vuole che essi non siano più la verità all’origine dell’umano, ma che siano una possibilità confusa tra le altre, in modo da cancellare la concezione di uomo appena detta.

LA BATTAGLIA FRA DUE DEFINIZIONI DI UOMO: “MISTERO DI AMORE-LIBERTA'” OPPURE “IMMENSA SOLITUDINE DEL DESIDERIO”?

Insomma, il vero grande obiettivo del Nemico, nascosto sotto tutte le battaglie per estendere il concetto di famiglia è il seguente: riuscire a cancellare “il dono” più grande all’origine dell’uomo – l’amore della madre e la liberazione del padre – e, in seguito a questo, estirpare poi definitivamente dal cuore umano il “Donatore”, Colui che è l’abissale fonte e culmine dell’amore e della libertà.

In particolare l’Avversario gioca la sua tremenda guerra in due battaglie fondamentali.

In primo luogo, si tratta di tentare l’uomo su quell’elemento che ha funzionato fin da principio: illuderlo dell’onnipotenza della sua libertà, che non ha bisogno di nulla se non di se stessa. Nessuno oserebbe attaccare direttamente ciò che di più caro un essere umano ha alla sua origine, quindi bisogna innanzitutto avvelenare il concetto di “dono” in sé, porre il sospetto sul fatto stesso che qualcosa ti venga “dato” fin da principio come imprevedibile ricchezza per realizzare te stesso. “No!” – sussurra l’Avversario – “sei tu il padrone di te stesso, non c’è niente all’origine di te se non il tuo desiderio onnipotente e libero”. E, dunque, se il desiderio dice “marito e marito” e poi per lo stesso motivo “padre e padre”, niente vi si può opporre: questa deve essere “famiglia”. Ma “famiglia” è come detto il luogo umano in cui dal nulla può sorgere una nuova libertà: ecco dunque che l’origine dell’uomo diventa qualcosa che è totalmente nelle mani dell’uomo. Così, il padre e la madre scompaiono, diventano irrilevanti, un’opzione tra le altre, anzi un’opinione tra le altre. L’origine dell’uomo diventa quindi una libera associazione di individui e non più un mistero che precede l’uomo.

In secondo luogo, per funzionare davvero dopo l’avvento del Cristianesimo su questa terra, questa tentazione non può essere proposta direttamente nella forma della “onnipotenza della libertà”, ma sotto la forma ambigua di una certa carità: l’amore verso le persone che hanno desideri omosessuali. Nell’epoca della fine delle verità, questa è l’unica verità rimasta: tutto può essere messo in discussione – persino l’essere uomo o donna, persino che un bambino abbia origine da un padre e da una madre – ma non si può dubitare dell’assoluta verità del desiderio (con conseguenze anche penali, stando alla legge Zan in corso di approvazione).

Così, se infine il Nemico vincerà la guerra, ecco il vero grande risultato finale: l’uomo non sarà più fin dall’origine rapporto con un mistero d’amore che lo supera e lo chiama, ma un puro desiderio assoluto che è origine e fine di se stesso. Ovvero, l’uomo come immensa solitudine.

Va realizzandosi infine la profezia del filosofo che più di ogni altro può essere considerato il padre della contemporaneità, Friedrich Nietzsche: nell’epoca della fine delle verità, niente è più vero se non una cosa, la volontà.

In definitiva, quindi, dietro la difesa dell’unicità della famiglia da parte della Chiesa c’è la difesa dell’amore umano, in tutta la sua grandezza e bellezza e profondità: un amore che fin nella sua origine carnale sfugge ad ogni potere che vuole controllarlo, manipolarlo e omologarlo, perché è apertura a un Mistero Infinito di vera liberazione dell’uomo.

L’Avversario sa bene che se riesce a sedurre l’uomo ad accontentarsi del suo desiderio senza verità, allora avrà campo libero nel far fuori definitivamente quell’unica Verità che libera davvero. E a quanto pare, l’unico ostacolo rimasto davanti a questo progetto è proprio la Chiesa, che assomiglia ad una barca che, più che in una tempesta, si trova oggi in un vero e proprio maremoto e per di più circondata da un’intera flotta nemica.

La situazione sembra umanamente disperata per un cristiano: che fare? L’unica opzione, a me sembra, è unirsi intorno a Pietro e, se anche per qualche motivo dovesse arretrare di un metro, stare ancora più stretti intorno a lui per aiutare con tutte le nostre forze la barca a non cedere e ad andare avanti. Con la certezza che quella Verità è a bordo con noi e ci ha guardato negli occhi assicurandoci che non praevalebunt.

[Tratto dall’articolo pubblicato su La Croce Quotidiano del 14/11/2020]

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