Domanda provocatoria, ma non troppo: il mondo attuale ha ancora bisogno della donna?
Lo chiedo, perché, a guardarsi intorno, tutto sembra convergere spensieratamente verso un certo “fine maschile” - per altro, un maschile parziale e inadeguato – in modo neanche tanto nascosto. Una certa sessualità esibita e intesa come dominio dell’altro, un desiderio di auto-realizzazione di sé ottenuta esclusivamente con il “far carriera”, una diffusa volgarità da caserma compiaciuta e assurta a segno di intelligenza (visibile ad esempio nel modo di intendere la comicità e la satira), una disperazione che si esprime nel gettarsi nel “puro fare”, sono tutti segnali di un comune sentire “impoverito”, starei per dire “abbandonato”. Per dire meglio, l’immagine, a mò di metafora, che potrebbe descrivere meglio l’umanità presente è proprio quella di un maschio abbruttito e solitario, perché lasciato dalla donna della sua vita.
E che cos’è questa mancanza, che cosa sta dietro al simbolo della donna assente per l’uomo moderno? Il tema è di quelli poco digeribili, tanto che, come capita sempre in questi casi, il discorso viene accuratamente evitato o trascinato nel ridicolo e nel banale. Ma il punto non è la donna che sta zitta e mosca vicina al focolare, ma qualcosa di più profondo che manca alla società tutta intera.
E che ha a che fare con un atteggiamento di “fiducia nell’uomo”, che oggi sta venendo a mancare. Se la donna è colei che “mette al mondo”, nel senso più profondo del termine, ovvero è colei che “manda nel mondo” gli uomini del futuro, quasi consegnando loro la libertà, allora quella parte femminile che oggi manca è proprio questa fiducia gratuita nella sua libertà, che l’uomo non sente più di avere.
Così, la libertà umana vaga per il mondo senza una “madre” da cui provenire e senza una “donna” verso cui andare. Certo, la ricerca rimane quella di totalità, ma questa, per l’uomo rimasto solo con la sua libertà, si avvita infinitamente su sé stessa, finendo col coincidere con un istinto di possesso (caratteristica maschile) portato all’ennesima potenza.
La donna, invece, oltre ad essere all’origine dell’uomo, come detto, è anche quel mistero che si pone come “bellezza” cercata dall’uomo, ovvero come suo fine, che lo trascende e lo supera.
L’unica cosa che può liberare l’uomo moderno è, dunque, una donna, anzi la donna per eccellenza, colei che per prima disse un sì totale e commosso, fino alla radice del suo cuore, all’Infinito che giaceva in carne e ossa nel suo grembo, Maria.






