Facciamo un esperimento. Proviamo a considerare tutta la nostra civiltà contemporanea come una grande impresa e cerchiamo di capire qual è la ragione sociale di quest’azienda, ovvero dove sta andando nel suo complesso e che cosa vuole vendere all’uomo moderno. In particolare, il paragone con un’azienda ci interessa per un motivo (che è poi il tema di questo numero, senza giriamoci intorno): quando si vende un prodotto, un aspetto decisivo è la pubblicità, ovvero un linguaggio “ad hoc” per creare nell’immaginario dei clienti il desiderio dell’oggetto in questione. Ebbene, allora, se è evidente che a livello globale sia in atto l’imposizione di una neo-lingua mondiale – quella appunto conosciuta come “politicamente corretto” – la domanda è: quale prodotto ci vogliono vendere? La risposta la chiediamo a un grande economista qual è il prof. Ettore Gotti Tedeschi, il quale (e questa è la parte più interessante) è un rarissimo caso di uomo pensante a tutto tondo, spirito compreso.

Cominciamo dai temi detti “bioetici” (ma forse sarebbe meglio dire “antropologici”). Qui la neo-lingua la fa da padrone. L’aborto è rinominato “interruzione volontaria di gravidanza”, la morte di Stato si trasforma nella dolce “eutanasia”, il termine “famiglia” viene demolito e ricostruito per farvi entrare tutte le unioni create dal desiderio umano. Egregio professore, che prodotto ci vogliono vendere con questi artifici linguistici sulla vita e la famiglia?

Un tempo la Bioetica seguiva l’evoluzione della scienza e distingueva quello che era lecito dal non lecito. Ma negli ultimi tempi non ci prova quasi più a contrapporsi alle scoperte scientifiche-socioculturali che vengono imposte per legge (non per ragione), attraverso il “Biodiritto”(per esempio deciso dall’OMS, Organizzazione Mondiale Sanità) che stabilisce cosa è salute e vita da tutelare o no. I nuovi principi stabiliti prescindono totalmente da una considerazione antropologica su cosa è l’uomo. Si direbbe che l’uomo sia animale intelligente, ma anche cancro della natura, e sia pertanto meglio “dosarlo”: scoraggiando le nascite e incoraggiando l’eutanasia, supportando il principio di autodeterminazione, vietando l’obiezione di coscienza. I grandi progetti voluti all’inizio del processo di globalizzazione inizio anni ’70, erano: 1) ridurre le nascite, 2) ridurre le diversità genetiche, 3) enfatizzare la “qualità della vita”. Le varie Conferenze internazionali stabilirono nei trenta anni successivi che la salute è uno stato di benessere psicofisico mentale e sociale, naturalmente concludendo con il famoso slogan dell’OMS “Salute per tutti, ma non per tutto” (in pratica anticipando il discorso di Obama all’Onu nel 2000 dove gridò: aborto senza restrizioni, eutanasia attraverso limitazione delle cure per gli infermi cronici e per gli affetti da sindrome di Down etc). Ricordo solo un‘altra significativa espressione (Progetto Fletcher) per incoraggiare la riduzione nascite: “sesso senza concepimento e concepimento senza sesso”.

Un altro terreno su cui il linguaggio del Politicamente Corretto cammina a passi spediti è quello dell’immigrazione e della commistione delle culture. Nella narrazione della neo-lingua, l’immigrato è a priori buono (e quindi chi non lo accoglie è a priori cattivo) e tutte le culture e religioni si equivalgono. Insomma, c’è una gran spinta ad abolire le differenze tra i popoli e a fare un gran frullato di tutti gli ideali. Anche qui, il vero scopo dell’azienda di lor signori qual è?

[…] L’immigrazione che stiamo vivendo non è spiegata né da guerre (se non marginalmente e comunque senza spiegare chi e perché accende questi conflitti) né da povertà, né da necessita di compensare gap di popolazione. Si tratta di crear le condizioni per reingegnerizzare la società formata su radici cattoliche, “annacquare la religione cattolica”: basta analizzare i numeri sugli emigranti ripartiti fra le varie nazioni europee per intenderlo. Si leggano gli accordi con la Turchia di Erdogan e la Germania…

 

Anche in tutto ciò che riguarda l’ecologia il potere delle parole spinge in una certa direzione: qui ad essere buoni “a prescindere” sono sempre la natura, gli animali e l’ambiente, mentre il “cattivo” di turno è sempre l’uomo che non fa altro che inquinare i suddetti. Da qui al passo della drastica riduzione della popolazione mondiale, “cancro del pianeta” secondo molti ambientalisti, il passo non è così lungo… Perché tutto ciò? Qual è l’obiettivo finale?

L’obiettivo finale degli ambienti gnostici è quello di arrivare alla religione universale ambientalista (panteismo gnostico). Negli ultimi 50 anni una della grandi “preoccupazioni” che ha ossessionato i grandi architetti che hanno progettato quel mondo globale utopico che avevano sognato è stato proprio la relativizzazione progressiva e l’unificazione delle varie religioni professate nel mondo globalizzato. Insomma, una religione unica mondiale e creata dall’uomo, che è stato auspicata esplicitamente nella conferenza ai leader religiosi di New York nel 2000 dal segretario generale dell’ ONU Kofi Annan: “Per realizzare la pace universale è necessario realizzare un sincretismo religioso creando una nuova religione universale, tipo panteista (…)“. Le ragioni più evidenti sono molteplici, ma le più importanti sono due: 1) evitare possibili conflitti fra religioni fondamentaliste, 2) cancellare ogni forma di riferimento morale-religioso che possa influenzare scelte etiche. Le ragioni di fondo, secondo me, son sempre state gnostiche, cioè cancellare definitivamente la fede cattolica e la Chiesa cattolica, eliminando il Creatore e la creatura e identificando ques’ultma come “cancro della natura”, dannoso e pertanto da ridimensionare. Il degrado ambientale, che abbiamo sentito continuamente vantare come ragione di fondo, se realmente è dovuto al disordine dell’uomo è conseguenza del degrado morale: ma questo non si può dire. Quello che si deve invece accogliere come verità è invece che l’ambientalismo deve diventare la priorità comune ed universale, prendendo il posto della dignità dell’uomo. Quando uscì l’Enciclica “Laudato Sì”, scrissi alcune osservazioni indirizzate al Santo Padre in cui lo invitavo a non confondere cause con effetti e in cui portavo argomenti che tentavano di spiegare che furono proprio gli ambientalisti (neomalthusiani) a creare i presupposti di problemi ambientali. Ciò avvenne grazie alle decisioni di compensare il crollo delle nascite (dovuto alle politiche neomalthusiane che spingevano per il calo demografico) in Occidente, facendo crescere i consumi individuali e delocalizzando molte produzioni in paesi molto meno attenti al problema ambientale. […]

Quindi se ho ben capito, per dirlo con una parola, quello che cercano di venderci è la cara vecchia “gnosi”, talmente antica da essere stata il primissimo nemico del Cristianesimo. Nell’eresia gnostica, Gesù sarebbe colui che comunica all’uomo la conoscenza che l’uomo di per sé è già divino, ovvero è un essere totalmente spirituale che non ha bisogno di redenzione e quindi, in fondo, non ha una carne o un sesso (o comunque deve liberarsene presto) e che può desiderare ciò che vuole al di là del bene e del male. Se è così, si tratterebbe di una tentazione potente… anche per i cristiani.

Esatto. Infatti, c’è un elemento comune ai temi che mi ha proposto, che è poi il vero scopo della gnosi nel suo agire: eliminare il fatto che l’uomo sia creato da Dio ovvero combattere quanto troviamo scritto in Genesi. In primo luogo, il libro della Genesi dice infatti “Dio creò l’uomo e la donna, maschio e femmina li fece” e la gnosi moderna risponde con la teoria gender [quella per cui maschio e femmina non esistono, sono solo scelte culturali come quella di essere omosessuali, lesbiche, transgender e via inventando]. Secondo, Genesi afferma “e disse loro andate e moltiplicatevi” e la gnosi risponde con il diritto all’aborto, il controllo delle nascite e l’immigrazione illimitata per mettere una toppa al problema. Terzo, Genesi dice “assoggettate la terra ed ogni essere vivente” e la gnosi controbatte con l’ambientalismo e l’animalismo per ridurre la natura umana allo stesso livello di quella animale e vegetale.

[…]

Insomma, noialtri destinatari di questo bombardamento linguistico non abbiamo molto di che star tranquilli… La domanda che potrebbe nascere è: che fare di fronte al nemico gnostico incombente? Beh, visto che di eresia si tratta, si può cominciare dal riscoprire la fede “autentica”, quella che “costa” seguire, eccome se costa! Ma il Padre lassù sa riconoscere chi la difende, perché – come ci insegna il prof. Gotti Tedeschi, “Dio è meritocratico”. E ne è tanto convinto da averci scritto un (bel) libro, pepatamente consigliato dal sottoscritto.

 

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