Il XXI secolo sembra proprio essere il tempo dell’eclissi della verità e l’anno appena trascorso segna un punto di svolta in questo senso.
Il Family Day del 30 gennaio è l’evento che segna simbolicamente il 2016: un popolo enorme, numericamente senza precedenti, scende in piazza autonomamente per difendere la verità sulla famiglia, ovvero la verità sull’origine stessa dell’uomo. Ma, la vera grande novità di quel giorno al Circo Massimo è stata l’immensa solitudine di quel popolo. E’ come se in quel momento l’Occidente cristiano – ad eccezione di un popolo tanto grande quanto invisibile – dopo aver svuotato tutte le verità intellettuali e morali, avesse deciso – anche in quell’unica penisola resistente chiamata Italia – di voltare le spalle alle ultime verità rimaste, quelle sulla carne stessa dell’uomo, sulla sua stessa origine: il suo nascere da un uomo e da una donna.
Che cosa è accaduto? Che cosa ha portato l’uomo occidentale ad allontanarsi a tal punto non da una certa verità, ma dalla verità stessa in quanto tale?
Difficile capirlo, se non guardando la storia degli ultimi due millenni alla luce dell’evento che l’ha generata: il fatto di Cristo, ovvero l’annuncio che Dio stesso è entrato nella storia per essere carnalmente la risposta vera al desiderio del cuore dell’uomo. Da questa notizia è nato l’Occidente e la sua vita, contraddistinta fin dall’inizio da una dialettica feroce intorno alla verità, ovvero intorno alla domanda: che cosa salva veramente l’uomo, Cristo oppure un progetto umano?
Dialettica che è durata fino al secolo XX, in cui si è affermata quella che potremmo definire la forma definitiva del progetto umano che pretende di essere la verità “totale” (un totalitarismo, per l’appunto) che salva l’uomo: il comunismo. Quest’ultimo – in tutte le sue forme, non ultima quella social-libertina del ’68 – è stata l’ultima verità che ha sostituito nel cuore dell’umanità la verità di Cristo. Per questo, morto il comunismo, non è soltanto morta “una verità”, ma “la verità” stessa, ovvero è morto il concetto stesso di verità nel cuore dell’uomo. Così la formula con cui si conclude il secolo dei totalitarismi è che non c’è risposta al desiderio umano, non c’è una verità che tiene insieme come punto focale tutta l’aspettativa del cuore dell’uomo che si svolge nella storia.
Eppure l’Occidente del secolo XXI rimane un Occidente cristiano. Infatti, è ancora il fatto cristiano che genera la vita occidentale, ma esso viene ora declinato avendone eliminato il concetto di verità. Così, ora la formula del Cristianesimo vissuto dall’uomo occidentale non è più l’incontro con la verità carnale che risponde al desiderio del cuore, ma è l’abbraccio del puro desiderio umano senza verità. L’uomo occidentale del terzo millennio, ancora intriso del fatto di Cristo, è ancora certo che il suo desiderio sia infinito e che abbia risposta, ma senza verità.
Ma come può esserci risposta al desiderio senza verità? Solo dichiarando come ultima verità il desiderio stesso. Sulla scena dell’Occidente cristiano senza verità resta solo una certa carità, o, per meglio dire, un’”ultra-carità” che è abbraccio di ogni desiderio, valido a priori, senza una verità che risponda ad esso e senza una libertà che possa scegliere questa verità e perseguirla nella storia.
Così il XXI secolo appare come il tempo in cui la verità deve essere eclissata perché rappresenta il grande nemico della carità. Neppure i vertici della Chiesa sembrano sottrarsi facilmente all’ombra che questa eclissi sta gettando sulla storia. Forse comincia a serpeggiare il pensiero che questa sia l’unica via per raggiungere l’uomo senza verità di questo tempo. Forse si tratta di una via temporanea in attesa che l’eclissi finisca e torni il sole del vero.
Proprio 100 anni fa, nel 1917, iniziò quella rivoluzione comunista che ha preteso di essere la verità che salva l’uomo e che ha lasciato le macerie che ancora oggi vediamo nella storia e nel cuore dell’uomo post-moderno. Nello stesso anno, la risposta che venne dal Cielo fu quella della Bella Signora, che a Fatima preannunciò il disastro comunista e scelse tre ragazzini del suo popolo, i più invisibili tra gli invisibili, per riportare al mondo l’unica vera speranza, Suo Figlio. Un secolo dopo, ancora il popolo cristiano appare essere il custode coraggioso di quella verità oggi così dolorosamente nascosta e pure mai così necessaria.

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