“Sei una minaccia alla libertà”, disse l’ateo al cattolico. “Sei una minaccia alla Chiesa” disse il cattolico al liberale. Quante volte abbiamo assistito a discussioni di questo tenore nel corso del lungo dibattito sui diritti civili? Tante, troppe volte. Ora ci piace andare controcorrente ancora una volta e dimostrare che sbagliano entrambi. La libertà senza fede, cessa prima o poi di esistere. Al tempo stesso, la fede senza libertà cessa di essere fede.

Arriviamo subito al sodo, con esempi pratici. La fede senza libertà l’ha appena enunciata, nero su bianco, il Patriarca di tutte le Russie, Cirillo. Il quale è arrivato a condannare i diritti umani (che proteggono la libertà individuale) come “eresia” (Asianews). Il ragionamento del Patriarca di Mosca è semplice: non si può ammettere che un uomo abbia il diritto di scegliere anche il male. In pratica: non si può ammettere la scelta fra bene e male. Poiché chi sceglie il male è schiavo del peccato, lo Stato si deve far carico di vietare la scelta del male, liberando l’individuo dal peccato. Un diritto che sancisce la possibilità di scelta individuale è dunque “eretico” e va condannato. Anche molti lettori cattolici potrebbero essere d’accordo con Cirillo e sperano in uno Stato che imponga divieti a comportamenti contro la morale, come la Dc ha fatto per decenni. In Russia, siffatto Stato etico è in formazione, ma è molto più radicale di quanto lo abbiamo conosciuto in Italia. E così abbiamo i casi delle Pussy Riots che, per aver profanato una chiesa, non sono semplicemente state condannate a pagare una multa, ma devono scontare una pena di carcere e (nel caso della leader del gruppo) anche lavori forzati. E adesso vediamo anche il caso di un ateo spedito in galera perché faceva professione di ateismo in una web chat. Ironia della sorte, proprio in Russia, dove fino all’altro ieri confinavano i cristiani nei gulag o nei manicomi criminali, oggi sono gli atei a subire la stessa sorte. La ruota gira, ma lo Stato usa sempre gli stessi metodi. Ora, c’è da dubitare che l’ateo mandato in galera possa uscirne trasformato in bravo fedele cristiano. Molto più probabilmente ne uscirà un essere sofferente che sarà portato, d’ora in avanti, ad associare la fede cristiana alla sua persecuzione. Idem dicasi per le Pussy Riots dopo il trattamento subito ai lavori forzati. O per tutti coloro che si trovano ad avere a che fare con picchiatori “ortodossi”, che distruggono le loro mostre d’arte se le ritengono blasfeme o non conformi alla tradizione russa. Una persona che non è più libera di scegliere la fede, ma se la vede imporre con la violenza, che fede dovrebbe mai avere? Il problema è alla radice, perché privando la persona della scelta fra bene e male, questa non potrà mai scegliere il bene. Dovrà semplicemente obbedire a un codice. Lo fa per timore di subire violenza. Che è ben altra cosa rispetto alla fede.

Ma passiamo all’altro termine della questione: la libertà senza fede. E’ possibile, ma è fragile, fragilissima. Per un motivo molto semplice. Tutti accettano la libertà ad una condizione: che non violi la libertà altrui. Altrimenti diventa prevaricazione, libertà per sé a danno degli altri. Chi deve porre questo limite e per quale motivo? Ebbene, nessuna filosofia laica, per quanto raffinata sia, è mai riuscita a trovare una ragione sufficiente al limite da dare alla libertà individuale. Quasi tutti i filosofi laici usano argomenti collettivi. In pratica: esiste un dovere civile a rispettare gli altri, perché tutti abbiamo implicitamente sottoscritto un contratto sociale. Ma la società esiste? A essere sinceri: no. La società è una somma di individui. Se gli individui non sono portati a rispettare le libertà altrui, il contratto sociale sarà un insieme di prevaricazioni, non certo un arbitro fra le libertà dei singoli. I teorici del contratto sociale invertono la causa con l’effetto: prevedono che sia la buona società a render buono l’individuo. Ma è vero il contrario: una società è sana, se sono sani gli individui che la compongono. Dunque se gli individui sono già, di per sé, portati a rispettare il prossimo. E in base a cosa dovrebbero rispettarlo? E torniamo punto e a capo. Non se ne esce. A meno che non si accetti un’altra risposta: il limite è posto dal diritto naturale. E tutti i teorici del diritto naturale, da San Tommaso in avanti, erano credenti. Dunque, si ammette l’esistenza di una legge donata da Dio all’uomo, preesistente a qualunque Stato o contratto sociale. Ayn Rand provò ad argomentare il diritto naturale su basi puramente atee, ma ne risultò la parte meno convincente della sua filosofia: l’uomo dovrebbe cercare di essere indipendente dagli altri, ma rispettando anche l’indipendenza altrui. Ma perché mai dovrei rispettare l’indipendenza altrui? Perché non devi aver bisogno di altri sottomessi, altrimenti sei solo un debole. E anche ammesso che io sia un debole e desideri forzare altri a realizzare i miei desideri, chi me lo impedisce? Nessuna risposta è possibile, a questo punto. Resta solo da affidarsi all’autodifesa dal prevaricatore. Quindi, in sintesi, alla legge del più forte.

Così come la Russia è la dimostrazione di come la fede stia autodistruggendosi man mano che schiaccia la libertà, la nostra società europea occidentale è, purtroppo, la dimostrazione di come la libertà si stia annullando man mano che si allontana dalla fede. Gli Stati che hanno cancellato ogni parvenza di religione, stanno diventando iper-produttori di leggi. In essi prevale la legge del più forte istituzionalizzata. Qualunque gruppo di pressione che abbia sufficiente potenza mediatica e capacità di intimidire gli avversari, fa promulgare leggi che soddisfano i propri desideri e reprimono la libertà altrui. I diritti sociali, imposti dai sindacati, hanno represso la libertà di produttori e consumatori e ci stanno spremendo di tasse. I nuovi diritti sessuali, imposti dalle associazioni femministe ed Lgbt, richiedono l’imposizione di censure e azioni rieducative sempre più invadenti, per imporre a tutti l’accettazione morale di nuovi stili di vita. Ora assistiamo alla nascita di una ulteriore categoria di nuovi diritti, quelli ecologici, voluti da associazioni ambientaliste e animaliste, che imporranno nuove regole anche su come mangiare, come vestirsi, come e cosa produrre e come viaggiare. Le aspirazioni, più o meno legittime, di questi gruppi di pressione, si traducono in libertà illimitata per loro e schiavitù per tutti gli altri.

Libertà e fede sono dunque intrinsecamente legate. Non c’è un male minore. Se divorziano è un danno per tutti.

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